Sono andata a prestare servizio una settimana nella missione dell’Albania qualche anno fa invitata dalla mia amica Chiara.

Sono stata visitare le famiglie più povere della zona, insieme ai fratelli e le sorelle della Missione, offrendogli sia la nostra compagnia che qualcosa da mangiare per la festa di capodanno. In questo piccolo servizio ho sperimentato la bellezza della Missione nell’andare concretamente da queste persone più povere e abbandonate a portargli non solo del cibo ma soprattutto uno sguardo di fiducia e di speranza. 

Uno sguardo che possa spezzare le catene di solitudine e di male che ogni giorno vivono. Uno sguardo di luce nel mezzo della notte più nera e buia. Uno sguardo di bene incomparabilmente piccolo rispetto a tutto il male che vivono.

Un bene piccolo e fragile, come un bambino. La nascita di Gesù è stata così: una luce, piccola e fragile, sorta nel mezzo della notte più nera, in una capanna sperduta di Betlemme.

Elisa, 26 anni