Il progetto guidato da Cesare Conti, deceduto alcuni anni fa, è iniziato nel 2013. Si trattava di un progetto sportivo di coinvolgimento e inclusione delle persone con disabilità con ragazzi normodotati, una squadra di calcio speciale. Per ragioni principalmente tecniche e logistiche si è trasformata poi in una squadra di calcio “speciale”, composta esclusivamente da ragazzi con disabilità. Ho avuto paura all’inizio, la proposta di Cesare di coinvolgere i disabili mi ha spiazzato. Ero abituato con i normodotati. La notte prima di cominciare non ho dormito. Come avrei fatto a coinvolgerli? Sarei riuscito a dare loro quello di cui avevano bisogno? Poi ho cominciato e adesso non vedo l’ora di farlo.

Pensavo a cosa avrei potuto dare loro, ma sono loro che con la loro semplicità mi hanno dato tanta gioia e pace. Senti che quei ragazzi ti vogliono bene sinceramente, al di fuori degli schemi di facciata che ci sono nelle relazioni tra noi “normali”. Con loro sei in una atmosfera tranquilla, un altro pianeta di pace. La mia gioia poi si è accresciuta perché o coinvolto anche Cristina e Filippo (moglie e figlio), la mia famiglia.

Il mio obiettivo è quello di creare empatia con tutti. Cerco di dare più valore alla squadra che al singolo, anche se ciascuno di loro ha bisogno di un occhio particolare. Ma nella forza e nella coesione di un gruppo molte delle loro difficoltà si sciolgono e questa è per noi una grande soddisfazione. Il rapporto allenatore-giocatore classico ovviamente non è sufficiente, ci abbiamo messo tutti del nostro per aggiungere momenti divertenti. Immancabile ad esempio il briefing sul menù del giorno. Così come non può non esserci il nostro momento di confronto sul santo del giorno, che i ragazzi vogliono raccontare. Anche perché chi lo racconta meglio, guadagna punti per la fascia di capitano!!!

Io mi sento integrato in questa famiglia, anche se auspico una maggiormente partecipazione ad alcuni tornei ed eventi sportivi. Vedo che il vostro proprio è molto chiaro, ma desidererei vedervi ancora più presenti nell’ambito calcistico dove a volte c’è bisogno di toccare con mano alcuni valori sportivi che non siano sempre una competizione che guarda solo al risultato.

Achille